Virilità, impotenza, dominanza: ecco cosa c’è da sapere

La parola virilità richiama direttamente alle caratteristiche che meglio definiscono o dovrebbero definire un uomo. Il termine virile deriva dal latino e, non a caso, il significato della parola virilis è uomo. Se, invece, si ricerca su un dizionario italiano la parola virilità la definizione che, più o meno, si trova è questa: “colui il quale possiede i caratteri somatici che si identificano con l’uomo maturo, caratteri ai quali vanno uniti requisiti di forza, di efficienza fisica e di robustezza”. Una persona virile è una persone che è o, crede di essere, un vero uomo perché pensa di avere le caratteristiche che siamo soliti attribuire a quello che viene definito sesso forte. Quest’idea, in realtà, ha radici molto antiche. E’ una convinzione che ci portiamo dietro sin dai primi anni della nostra vita, un’idea che anche le donne sembrano accettare. La virilità, dunque, come visto poc’anzi, è determinata da alcune caratteristiche, requisiti e attributi. L’uomo virile o che vuole esserlo comincia a preoccuparsi se nota o gli viene fatto notare che ha smarrito alcuni di questi requisiti e fa di tutto per riacquistare quelle qualità per le quali si è sempre contraddistinto. Per fare un esempio, l’uomo che vuole diventare virile comincia ad andare in palestra per potenziare i suoi muscoli, dedica una particolare attenzione al taglio e alla cura dei capelli.

Attenzione a non confondere due concetti che potrebbero sembrare simili ma che, in realtà, sono profondamente differenti. Virilità e maschilismo sono due aspetti che hanno alcuni punti in comune ma non tutti. L’uomo virile non è un uomo violento. L’uomo virile, al contrario del maschilista, non considera la donna un mezzo funzionale solo ad accrescere il proprio valore sociale. E’ chiaro che ci sono dei punti di contatto tra questi due concetti ma l’uomo virile, come visto, non si pone gli stessi obiettivi del maschilista. Si parla, spesso, di virilità, com’è ovvio che sia, in ambito sessuale. Andiamo ad identificare alcuni aspetti della sessualità maschile sui quali spesso si cade in errore ed in contraddizione. Scopriremo un mondo pieno di falsi miti e di concetti che finiscono solo per indurre gli uomini a creare una sorta di competizione e a diventare paranoici e ossessivi per problemi che, in realtà, non esistono o che vivono solamente nella loro testa.

Alcune errate convinzioni

Uno dei pensieri comuni nel mondo maschile è rappresentato dal fatto che, ogni qual volta ci sia la possibilità di fare sesso, debba scattare automaticamente l’erezione. Spesso, si sottovaluta che prima dell’erezione è necessario che arrivi l’eccitazione. Essa può nascere in seguito ad una stimolazione fisica oppure mentale. E’ solo in questo momento che comincia ad aumentare il volume dell’organo genitale maschile. L’erezione è tutt’altra cosa. Con erezione si intende il momento in cui il pene diventa rigido al punto giusto da consentire non soltanto di avviare ma di concludere la penetrazione. La fase che segue l’erezione prende il nome di plateau. E’ il cosiddetto momento clou, è il momento in cui la tensione sessuale è massima e in cui si avverte che sta per giungere l’orgasmo. L’orgasmo può essere definito il penultimo step perché è quello che precede l’eiaculazione. Abbiamo voluto fare tutto questo discorso per dire che se, per qualunque motivo che può essere legato a situazione di stress oppure a problemi con il partner, l’eccitazione non tende a sopraggiungere e, di conseguenza, nemmeno l’erezione.ltra convinzione errata è data dal tempo che dovrebbe trascorrere tra una erezione e l’altra durante lo stesso rapporto. Sono in molti a pensare che il tempo debba essere sostanzialmente lo stesso. Se questo tempo aumenta, sovente capita di cominciare a preoccuparsi. In realtà, non è la cosa giusta da fare. Bisognerebbe, infatti, sapere che più anni passano e più aumenta il tempo necessario al sistema erettivo per ottenere una nuova erezione dopo un primo rapporto.

Uno dei temi su cui spesso si confrontano gli uomini quando affrontano tali questioni è l’erezione mattutina. Un altro tabù da sfatare è che debba per forza esserci ogni erezione appena ci si sveglia. Certamente, una buona erezione al risveglio indica un buon funzionamento del sistema erettile. E’ assolutamente falso, però, che ad ogni risveglio debba essere associata un’erezione. Si sente parlare molte volte di erezioni notturne, un fenomeno che spesso ricorre negli uomini ma che è legato ad una fase del sonno molto particolare, fase che prende il nome di Rem. Si tratta di una fase che non accompagna il sonno dell’uomo dall’inizio fino alla fine ma che si ripete a cicli, ad intervalli. Se capita di risvegliarsi nel corso di una fase Rem allora l’erezione verrà notata ma se il risveglio non coincide con questa fase non verrà notato alcun aumento del volume del pene. Questo, però, non significa che sono presenti problemi di erezione.

Durante il rapporto sessuale può capitare che l’erezione non sia sempre massima ma che possa leggermente scendere sotto il livello massimo. In questi casi non c’è nulla di cui preoccuparsi. L’importante è avere un’erezione pari almeno all’80% della rigidità massima. Solitamente, la rigidità massima si ha quando si comincia un rapporto sessuale; nella fase centrale è probabile che si abbia un piccolo calo mentre è certo che essa torni a raggiungere il suo massimo livello nella fase finale, quella che precede l’orgasmo e l’eiaculazione.

Una delle convinzioni maggiormente diffuse è relativa al fatto che un pene di maggiori dimensioni sia in grado di assicurare un piacere femminile maggiore. Non è vero. Le dimensioni del pene variano da persona a persona. Non è stata accertata alcuna correlazione fra le dimensioni dell’organo genitale maschile e il grado di soddisfazione delle donne. Insomma, è un’altra di quelle convinzioni comuni prive di ogni fondamento. Del resto, sono state delle ricerche a confermare quanto appena detto. La sessualità femminile non è molto facile da comprendere ed analizzare e, a quanto pare, il fattore in grado di determinare la loro soddisfazione non è certo la dimensione del pene o, comunque, di sicuro non è l’unico.

L’elenco dei falsi miti legati al sesso si arricchisce con uno degli aspetti principali di questo post, cioè il concetto di virilità. Questo concetto viene spesso paragonato alla disfunzione erettile e, erroneamente, molti concludono che chi ha problemi al sistema erettile è destinato a perdere la virilità o, comunque, a non essere considerato un uomo virile. Anche quest’idea è sbagliata. Il parametro per misurare la virilità di un uomo non è la dimensione del pene, come detto anche prima nel discorso che riguarda la soddisfazione sessuale delle donne. Certo è che la disfunzione erettile può creare problemi seri ad una coppia, così come non avere alcuna difficoltà sotto il profilo sessuale potrebbe aiutare a raggiungere il benessere di coppia.

Sempre parlando della disfunzione erettile è necessario fare un riferimento alla masturbazione. C’è chi pensa che la masturbazione, a lungo andare, possa causare problemi al sistema erettile. Non è così. La masturbazione è un’attività normale a qualunque età e non ha collegamenti diretti con la disfunzione erettile. Il problema nasce quando ci si masturba tanto a tal punto da rinunciare al rapporto sessuale con il proprio partner. Falsa, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, anche la convinzione che chi soffre di eiaculazione precoce ha o avrà problemi di disfunzione erettile. Un rapporto causa effetto tra questi due elementi è stato notato solo in una minoranza di pazienti, per giunta tutti di età piuttosto avanzata.