Il rapporto tra il sesso e la felicità

Spesso, si è portati a ritenere che le coppie che fanno più sesso siano quelle più felici. Non è detto che debba per forza essere sempre così. Ogni coppia è diversa da un’altra. Le indagini e gli studi che sono stati effettuati in merito a quest’argomento non sempre hanno fornito risposte univoche. Fare l’amore per una coppia è certamente importante ma farlo con tanta frequenza, se da un lato potrebbe fare bene alla vostra salute e al vostro rapporto, dall’altro potrebbe anche creare una certa monotonia nel rapporto. Nell’ambito dei rapporti di coppia, comunque, la ricetta segreta non esiste.

Oggi vi vogliamo parlare di uno studio sociologico condotto dalla University of Colorado Boulder e pubblicato su Social Indicators Research. Secondo questo studio, il senso di piacere e di soddisfazione proveniente dalla condizione di fare spesso l’amore aumentava quando ci si rendeva conto di essere maggiormente attivi dal punto di vista sessuale rispetto a conoscenti ed amici. Si tratterebbe, dunque, di una sorta di competizione che spingerebbe le persone, sia uomini che donne, a fare sesso ogni volta che ciò è possibile. Il sesso per l’uomo è il segnale che gli consente di rafforzare la fiducia nelle sue funzionalità mentre per la donna è importante in quanto le consente di comprendere se e quanto è ancora desiderata dal proprio uomo.

happyAltri studi, però, hanno detto ben altro. Ad esempio, secondo quanto scoperto dalla Carnegie Mellon University fare sesso non coincide con una maggiore felicità ed un maggiore benessere di coppia. Lo studio, pubblicato sul Journal of Economic Behavior & Organization, ha svelato che le coppie che passano troppo tempo sotto le lenzuola rischiano di ottenere un effetto controproducente, nel senso che a lungo andare si rischia di allontanarsi più che di avvicinarsi. Rapporti sessuali troppo frequenti e ravvicinati potrebbero far perdere di vista il valore della qualità della vita sessuale e farebbero guardare troppo solo alla quantità. Per intenderci, sarebbe meglio fare l’amore una volta in una settimana ma in maniera totalmente soddisfacente piuttosto che farlo tutti i giorni giusto per conservare l’abitudine.

Un risultato del genere è stato ottenuto prendendo in considerazione 128 coppie dall’età compresa tra i 35 ed i 65 anni. Prima di ottenere le risposte, è stato chiesto ad una parte degli intervistati di raddoppiare gli sforzi dal punto di vista sessuale mentre ad altri di continuare con la stessa frequenza. Alla fine del periodo di studio è stato consegnato un questionario ai soggetti che hanno partecipato all’iniziativa. E’ emerso che una quantità superiore di rapporti sessuali non sempre riuscisse a soddisfare le aspettative delle coppie. Fare più sesso non coincideva con una vita di coppia più appagante. Alla lunga, infatti, il desiderio iniziava ad affievolirsi. Stesso dicasi per il piacere sessuale. Tutto ciò sfociava in una diminuzione della felicità.

Con questo vogliamo dire che, forse, costringere il partner a sottoporsi ad un numero maggiore di rapporti sessuali potrebbe alla lunga stancare. In questo modo verrebbe sacrificata la spontaneità del rapporto e del gesto. Insomma, forse è meglio che su certe cose non si forzi la mano. Dare un’ossessiva programmazione anche al rapporto sessuale potrebbe essere negativo per il vostro benessere di coppia. Un rapporto amoroso è già di per sé difficile e complicato. Meglio non appesantirlo ulteriormente. Avere al proprio fianco una persona è qualcosa di importante e certamente richiede sforzi e sacrifici rilevanti. Crediamo sia giusto trovare il giusto compromesso tra i propri spazi e quelli da dedicare all’altro partner. L’ossessione, la troppa gelosia e la pretesa di mille attenzione rischierebbero di produrre soltanto l’effetto opposto.

Le nozze fanno bene più all’uomo o alla donna?

Non c’è un collegamento diretto tra il matrimonio ed il benessere fisico. Certo è che situazioni di infelicità o, al contrario, di soddisfazione coniugale potrebbero, a seconda dei casi, contribuire ad un miglioramento o peggioramento delle proprie condizioni di salute. Le emozioni e le sensazioni che proviamo ci condizionano. Uno dei fattori che più ci condiziona è il rapporto con il nostro partner. Oggi, si dice spesso che i matrimoni siano in crisi. In numeri ci dicono, almeno per quanto concerne l’Italia, che il numero delle unioni è diminuito non di poco negli ultimi anni. Questo non significa che sono diminuite le relazioni. C’è chi sceglie di sposarsi per poter godere di maggiori diritti e chi, invece, preoccupati anche dei doveri cui si è obbligati una volta che si sceglie un matrimonio, opta per la cosiddetta convivenza.

Uno studio condotto dalla University College di Londra, dalla London School of Economics e della London School of Hygiene and Tropical Medicine ha dimostrato che i maggiori benefici di un matrimonio sotto l’aspetto fisico sono degli uomini, non delle donne. Quindi, sembra che agli uomini il matrimonio faccia bene fisicamente. Discorso diverso per le donne le quali non godrebbero di nessun beneficio sotto questo aspetto, sebbene storicamente sia il sesso femminile ad essere maggiormente attratto dalla prospettiva del matrimonio.

Lo studio in questione ha preso di mira anche i single. Secondo questo studio, le persone che non hanno un partner fisso non se la passerebbero proprio bene, nel senso che dal punto di vista fisico godrebbero di una salute non ottimale. Ci sarebbero, però, delle differenze tra uomini single e donne single rispetto a uomini sposati e donne sposate. Infatti, gli uomini single rischierebbero di soffrire di maggiori problemi di salute sia rispetto agli uomini che sono sposati ma addirittura anche in confronto alle altre donne single. Un discorso che, invece, assume contorni diversi quando si prendono in considerazione le donne single. Sembra, infatti, che per esse le probabilità di ammalarsi siano sostanzialmente identiche rispetto alle donne sposate. Le malattie che potrebbero essere contratte sono il diabete, l’ipertensione e l’obesità.

Da tutto ciò si evince come il matrimonio possa essere maggiormente producente in termini di salute per l’uomo, in una misura maggiore rispetto alla donna. Ad una conclusione del genere si è giunti dopo aver messo nel mirino i parametri vitali di circa 10 mila persone originarie della Gran Bretagna e nate nella stessa settimana del 1958. Per i single ci sarebbero dei biomarcatori la cui presenza è stata ritenuta indice di un rischio maggiore di problemi respiratori rispetto alle donne nubili. Per i single di sesso maschile era, inoltre, maggiore il rischio di soffrire di problemi cardiaci, rischio non presente in ambito femminile.

L’aspetto interessante è dato dal fatto i risultati di questi studi non rappresentano un caso isolato. Già in passato erano stati fatti studi che erano pervenuti a simili conclusioni. Ad esempio, nel 2009 l’Università dell’Arizona, in uno studio comparso sulla rivista Psychosomatic Medicine Journal, dimostrò che l’impatto delle nozze sull’uomo è talmente dirompente a tal punto da essere paragonato alla perdita del vizio del fumo. Lo stesso studio aveva ugualmente concluso che per le donne il matrimonio non coincideva con il raggiungimento di un benessere fisico che prima mancava.

Volendo fare delle considerazioni più ampie rispetto a questi dati, potremmo ipotizzare che tutto ciò rientra anche nel nuovo ruolo che la donna ha conquistato all’interno della società. Un ruolo che ha permesso alle donne di non caricare di eccessiva importanza al matrimonio e di dare il giusto peso anche alle altre cose della vita, come ad esempio il lavoro e la possibilità di intraprendere una carriera di successo.