eiaculazione retrograda

Quando si parla di eiaculazione solitamente le forme più conosciute di questo disturbo sono quella ritardata e quella precoce. Probabilmente, sono i n pochi ad aver sentito, almeno una volta, parlare di eiaculazione retrograda o di eiaculazione dolorosa. Si tratta, dunque, di forme di eiaculazione note soprattutto in ambito medico ma la popolazione, soprattutto quella maschile, non è ancora molto informata sulle altre varianti del disturbo. Del resto, si tratta di patologie già di per sé molto particolari per il mondo maschile. L’uomo fa molta fatica ad accettare un disturbo del genere, spesso se ne vergogna e non sempre chiede aiuto. Ora vi parleremo delle altre possibili varianti dell’eiaculazione, approfondendo anche il discorso legato alle cause, alla diagnosi e alle cure.

Che cos’è l’eiaculazione retrograda

L’eiaculazione retrograda è un disturbo caratterizzato dal fatto che l’eiaculato, invece di fuoriuscire dall’uretra peniena, entra nella vescica. Se si parla di eiaculazione retrograda è perché lo sperma emesso segue una direzione contraria rispetto alla norma, nel senso che non fuoriesce verso l’esterno ma si dirige verso l’interna, ovvero verso la vescica. Una situazione, dunque, completamente opposta alla normale eiaculazione che viene, invece, definita anterograda. In quel caso, infatti, il liquido seminale raggiunge l’esterno. Potrebbe essere naturale pensare che questo tipo di eiaculazione sia dolorosa. In realtà, non è così. Infatti, lo sperma, una volta bloccatosi all’interno della vescica, tende a fuoriuscire insieme all’urina, nel momento in cui si verifica la minzione che viene subito dopo il coito.

Dal punto di vista delle cause dell’eiaculazione retrograda è probabile che essa si sviluppi in conseguenza della difficoltà di chiusura riscontrare dall’imbocco della vescica nel corso di un atto eiaculatorio. Il flusso spermatico retrogrado, dunque, non può essere impedito quando ciò avviene. Se, invece, vogliamo approfondire i motivi che portano alla mancata chiusura dell’imbocco della vescica allora il discorso si allarga. In questo caso, infatti, è probabile che il problema derivi da traumi fisici legati alla vescica o da problemi neurologici.

Diversi studi hanno confermato che molte persone affette da diabete soffrono anche di eiaculazione retrograda. La neuropatia diabetica è, infatti, in grado di causare danni alla connessione nervosa della vescica. Non sono solo queste le cause dell’eiaculazione retrograda. Sembra che questo disturbo sia causato anche da disfunzioni della prostata, problemi al sistema nervoso autonomo, complicazioni derivanti da interventi chirurgici al collo vescicale e alla prostata, resezione endoscopica trans uretrale prostatica (TURP). In più, l’eiaculazione retrograda è comparsa in molti soggetti che si sono sottoposti ad interventi chirurgici come elettro resezione endoscopica di adenomi prostatici benigni, adenomi ectomia prostatica, chirurgia spinale, degli organi pelvici o del retro peritoneo.

Non da sottovalutare l’impatto che possono avere alcuni farmaci sull’eiaculazione retrograda. Pare, infatti, che alcuni farmaci possono causare un’emissione di sperma retrograda nel corso di un orgasmo. Sembra che i farmaci in questione siano soprattutto quelli neurolettici ed antipertensivi. E’ stato notato un legame piuttosto forte tra l’eiaculazione retrograda e farmaci antipsicotici come la tioridazina e il risperidone. Le sostanze presenti in questi farmaci, infatti, rendono difficile l’atto di espulsione dell’eiaculato. Quando ciò avviene, come anticipato anche prima, lo sperma si sposta all’interno della vescica e non fuoriesce. Occhio anche a quei trattamenti che prevedono la presenza di farmaci alfa-bloccanti, ovvero di farmaci che servono per curare l’ostruzione cervico-uretrale. Anch’essi, infatti, portare alla nascita del disturbo dell’eiaculazione retrograda. Il soggetto che soffre di eiaculazione retrograda ma che interrompe la cura di altre patologie con i farmaci di cui sopra quasi sicuramente non avrà più questo disturbo e ritornerà ad avere un’eiaculazione retrograda, con espulsione dello sperma verso l’esterno. Sono queste, dunque, le principali cause dell’eiaculazione retrograda

Orgasmo secco ed eiaculazione retrograda non sono la stessa cosa

Si parla spesso dell’eiaculazione retrograda come qualcosa di simile o di corrispondente a quello che viene definito orgasmo secco. A quanto pare, le cose non stanno esattamente così. Le sensazioni orgasmiche che si provano nell’orgasmo secco non sono poi molto diverse da quelle fisiologiche. Il problema è che durante l’eiaculazione non si verifica l’emissione di sperma. È molto probabile che l’orgasmo secco, spesso definito anche asciutto, sia causato dalla mancata peristalsi prostatica, testicolare e del deferente. Quando l’uomo ha un orgasmo secco ha la sensazione che in quel momento si stiano verificando diverse contrazioni dei muscoli cavernosi, del bulbo o dell’ischio. Invece, come ampiamente sottolineato anche in precedenza, nell’eiaculazione retrograda l’emissione di sperma si verifica, solo che si dirige verso l’interno e non in direzione esterna. Non di rado è stato notato che coloro i quali soffrono di eiaculazione retrograda spesso mostrano anche anorgasmia psicologica, nel senso che si impressionano per il fatto di non vedere subito l’atto di emissione dello sperma verso l’esterno.

Cosa deve fare chi soffre di eiaculazione retrograda

Chi ha i sintomi tipici dell’eiaculazione retrograda dovrebbe sottoporsi all’esame delle urine. Ciò perché questo disturbo comporta l’espulsione dello sperma proprio nel momento in cui si urina, dopo il coito. L’analisi delle urine serve agli specialisti a diagnosticare l’eiaculazione retrograda attraverso la verifica dell’eventuale presenza di elementi appartenenti alla linea germinativa dell’urina. Se, invece, un paziente è affetto da azoospermia vuol dire che nelle urine non ci sono spermatozoi. Questo, però, non implica necessariamente l’assenza dell’eiaculazione retrograda. Quando si verificano simili circostanze è consigliato sottoporsi ad un esame che vada alla ricerca di fruttosio nell’urina. Un altro esame che potrebbe essere utile per chi soffre di questo disturbo è l’ecografia prostatica trans-rettale. Tramite questo esame, infatti, è possibile diagnosticare la presenza di stranezze alle vescicole seminali, soprattutto dal punto di vista strutturale e morfologico.

Come curare l’eiaculazione retrograda

Spesso, per diversi motivi, si ritiene di poter sottovalutare una patologia del genere. Non è così. Anzi, è bene sapere i rischi ad essa collegati. Infatti, l’eiaculazione retrograda potrebbe causare sterilità. Da questo punto di vista, la cosa migliore da fare è, non appena ci si rende conto di avere questi problemi, di rivolgersi ad uno specialista. Un disturbo del genere viene quasi sempre trattato attraverso terapie di tipo medico-farmacologiche. Farmaci come l’imipramina oppure come la pseudo-efedrina potrebbero permettere di sconfiggere l’eiaculazione retrograda. E’ giusto, però, anche sottolineare che questi farmaci non sempre riescono ad ottenere gli effetti sperati su tutti i pazienti. Ogni paziente può mostrare una particolare e diversa reazione rispetto ad un altro.

Un’altra tecnica di cui spesso si fa utilizzo l’elettroeiaculazione. Si procede all’immissione di una sonda nel retto che ha l’obiettivo di stimolare le vescicole seminali. Come anticipato anche prima, questi trattamenti potrebbero anche non bastare per risolvere in maniera definitiva il problema. Nel caso in cui i pazienti non riescano a risolvere il problema ma non vogliano rinunciare alla possibilità di avere un figlio potrebbero farsi aiutare dalla fecondazione assistita. Si procede alla raccolta di liquido seminale tramite un campione di urina che viene prelevato subito dopo il coito. Solo in seguito, tale liquido verrà utilizzato per la fecondazione assistita.

Considerazione finali

I problemi di natura sessuale possono essere tanti. Crediamo sia giusto cercare di curarsi e non lasciarsi abbattere dalle difficoltà. Problemi di erezione, d’impotenza, di orgasmo o di eiaculazione possono essere risolti tramite appositi farmaci che, attraverso il parere positivo di un medico, potrebbero aiutare a trovare una via d’uscita sicura. Fare sesso è un bisogno avvertito da tutti gli uomini e, dunque, è bene fare il possibile per cercare di raggiungere il benessere sessuale.