Combattere la sterilità maschile

L’infertilità maschile

Il concetto di infertilità o sterilità si riferisce, in linea generale, a quelle coppie che dopo un anno di rapporti sessuali non protetti non sono ancora riuscite ad ottenere una gravidanza. C’è chi dice che questo periodo possa essere esteso fino ad un massimo di due anni. Il problema della sterilità è qualcosa di piuttosto serio e delicato perché finisce per incidere pesantemente sulla vita del soggetto che ne soffre e, quindi, della coppia. Entrano in gioco aspetti psichici particolari difficili da combattere. Quello dell’infertilità è un problema piuttosto comune per circa il 15% delle coppie italiane, una percentuale che pare possa avvicinarsi anche al 20%. In ogni caso, il dato non è per nulla rassicurante. Anzi, non sembra infondato il rischio di un ulteriore peggioramento nei prossimi anni. Rispetto al passato, però, l’aspetto positivo è che oggi è possibile curare l’infertilità e trovare delle soluzioni che possano consentire alla coppia di avere figli. In ogni caso, la sterilità andrebbe curata in una fase precedente, nel senso che andrebbe fatto molto dal punto di vista della prevenzione. Solo così sarebbe possibile sconfiggere alla radice un problema di entità piuttosto grave, non tanto dal punto di vista del benessere fisico, quanto per quello mentale e psicologico.

Fino ad ora abbiamo parlato di infertilità in generale, senza fare distinzioni tra uomo e donna. Cercheremo di approfondire le problematiche legate alla sterilità maschile, puntando a spiegare e a comprendere da cosa essa possa dipendere e cosa si potrebbe fare in via preventiva e successiva.

Che cos’è la sterilità maschile

La sterilità maschile è l’incapacità dell’uomo di avere rapporti sessuali che portino la donna a rimanere incinta. Diverse condizioni patologiche, ma non solo, potrebbero causare la sterilità maschile. Farsi aiutare da un andrologo è importante perché consente di incominciare un nuovo percorso terapeutico che possa portare ai risultati sperati. Per quanto riguarda le cause dell’infertilità maschile bisogna fare una distinzione tra cause ostruttive e cause non ostruttive.

Le cause ostruttive sono quelle dettate dall’incapacità da parte dell’uomo di procurare la fuoriuscita degli spermatozoi nel corso dell’eiaculazione. Le cause non ostruttive sono quelle in cui il soggetto non è capace di produrre un numero sufficiente di spermatozoi oppure uno sperma qualitativamente alto a tal punto da favorire la fecondazione.

Le cause non ostruttive

Normalmente, un solo millimetro di sperma contiene tra i 60 ed i 120 milioni di spermatozoi. Tali condizioni sono necessarie e sufficienti per fare in modo che avvenga la fecondazione della cellula uovo femminile. Nello sperma sono presenti milioni di spermatozoi ma quelli che raggiungono l’ovocita sono solamente un migliaio. Al fine di penetrale all’interno, gli spermatozoi devono rilasciare alcuni enzimi che hanno il compito di eliminare i rivestimenti presenti nella zona esterna. Solo uno di essi, in realtà il primo, riuscirà a fecondare l’uovo. Se è presente un’alterazione degli spermatozoi sia dal punto di vista della qualità che della quantità è una delle cause principali di sterilità maschile.

Quando il numero di spermatozoi nell’eiaculato è basso si parla di oligospermia. Le probabilità di fecondazione tendono a ridursi se si abbassa il numero di spermatozoi prodotto. L’oligospermia può essere causata da diversi fattori, come ad esempio l’assunzione di alcuni particolari farmaci, l’eccessivo utilizzo di alcool o di sostanze stupefacenti, infezioni delle vie genitali, disfunzioni ormonali, malattie sistemiche. L’oligospermia potrebbe essere causata anche dalla presenza di condizioni ambientali precarie nonché dal varicocele, ovvero dallo sviluppo di vene varicose nei pressi dei testicoli. L’oligospermia non è del tutto associata alla sterilità ma viene ritenuta una causa di fertilità ridotta. In tali situazioni il termine tecnico che può essere adoperato è ipofertilità. È probabile che dal punto di vista terapeutico si opti per la prescrizione e la successiva somministrazione di farmaci in grado di stimolare la spermatogenesi.

Quando il numero di spermatozoi nell’eiaculato è addirittura pari a zero si parla di azoospermia. E’ ovvio che questo caso sia molto più grave rispetto all’oligospermia. Infatti, in tali casi è altissimo il rischio che la sterilità sia totale e che non sia più possibile ristabilire condizioni migliori. In realtà, spesso l’azoospermia ha collegamenti con fattori che si sono determinata sin dalla nascita o dai primi anni di vita del soggetto. Si tratta, dunque, almeno nella maggior parte dei casi, di fattori che non dipendono dalle sue abitudini di vita e dal suo comportamento. Infatti, l’azoospermia può essere causata dalla condizione che non consente ai testicoli di raggiungere, nel periodo dello sviluppo, la sacca scrotale, condizione che prende il nome di criptorchidismo. Le cause dell’azoospermia, però, potrebbero anche essere legate a traumi che i soggetti che ne sono affetti hanno subito nei primissimi anni della loro vita oppure a problemi di natura infettiva, endocrina e genetica. Anche per l’azoospermia potrebbe accadere che l’utilizzo di alcuni particolari farmaci possano contribuire in modo importante alla nascita del disturbo.

Le cause ostruttive

Le cause ostruttive della sterilità maschile potrebbero dipendere da ostruzioni che non permettono di emettere spermatozoi all’esterno insieme ai fluidi della prostata e alle vescicole seminali. Il riferimento, in questi casi, va soprattutto alle malattie trasmissibili sessualmente. Se esse non vengono curate a dovere il canale che fa da tramite tra il testicolo e le vescichette seminali responsabili dell’emissione degli spermatozoi potrebbe risultare bloccato. Un’altra causa ostruttiva di sterilità e data dall’eiaculazione retrograda, ovvero dalla condizione che impedisce al soggetto di eiaculare all’esterno e che, invece, li obbliga a trattenere lo sperma all’interno della vescica, per poi fuoriuscire con l’urina. Sebbene il paziente raggiunga l’orgasmo, il liquido seminale che fuoriesce non è sufficiente.

Altro problema che può incidere sulla sterilità maschile è la disfunzione erettile o impotenza. La disfunzione erettile può rendere difficile per i pazienti il processo che porta alla deposizione del seme in vagina. Ciò perché durante il rapporto sessuale diventa complicato sia ottenere che mantenere un’ottima erezione. La disfunzione erettile può dipendere da diversi motivi che potrebbero agire anche insieme. Per risolvere questo problema potrebbe essere utile ricorrere ad alcuni farmaci ma è bene che essi vengano prescritti dal medico e che vengano assunti solamente conoscendone anche le controindicazioni. Ricordiamo, inoltre, che anche malformazioni congenite del pene potrebbero essere responsabilità del processo che rende impossibile ai soggetti deporre il seme in vagina.

Come fare prevenzione

Per cercare di non incappare in problemi di sterilità bisognerebbe seguire uno stile di vita equilibrato e sano sotto tutti i punti di vista. Non può essere un caso il fatto che negli ultimi anni si sia ridotto non di poco il numero di spermatozoi nell’eiaculato maschile. Secondo quanto detto poc’anzi, malattie infettive sessualmente trasmissibili, inquinamento ed altri problemi che l’odierna società si porta dietro da tempo incidono pesantemente su un disturbo piuttosto diffuso anche in Italia. Per prevenire la sterilità non bisognerebbe fumare e abusare di alcool o di sostanze stupefacenti. Potrebbe essere utile seguire una dieta equilibrata e svolgere una vita maggiormente attiva e dinamica, caratterizzata da una buona attività fisica. Del resto, lo sport si rivela positivo per quanto riguarda il testosterone che è un elemento fondamentale per la spermatogenesi. Inoltre, c’è da considerare un aspetto che non dipende principalmente da errate abitudini di vita ma da una condizione, per così dire, fisiologica. Il problema della sterilità può dipendere anche da un’età avanzata. E’ necessario, infatti, ricordarsi che i livelli di testosterone cominciano a ridursi dai 30 anni in poi ed una situazione del genere potrebbe unirsi ad uno dei fattori citati prima e portare o contribuire alla nascita della sterilità.