Che cos’ è il testosterone

Il testosterone è un ormone che fa parte della classe degli androgeni i quali rappresentano ormoni sessuali soprattutto maschili ma di una certa rilevanza anche per le donne. La produzione del testosterone avviene principalmente nelle cellule di Leydig dei testicoli, grazie all’apporto decisivo dato dall’ormone luteinizzante che deriva dall’ipofisi interiore. Nelle prime ore del mattino i livelli di testosterone tendono a raggiungere il cosiddetto picco ematico mentre nel resto della giornata si assiste ad un calo. Quindi, si nota una certa variazione quotidiana dei livelli plasmatici di testosterone. Volendo essere ancora più precisi, possiamo sire che il picco viene solitamente raggiunto tra le due e le tre del mattino.

La sintesi di testosterone nel nostro organismo parte dal colesterolo. In particolare, prima di arrivare alla formazione del testosterone abbiamo diverse tappe, con il colesterolo che si trasforma in pregnonelone. Di qui, si forma il DHEA (uno degli ormoni steroidei più importanti), poi l’androstenedione e, infine, appunto, il testosterone. L’organismo è in grado di produrre una quantità molto alta di testosterone. In realtà, solo una piccola parte di testosterone circola liberamente nel sangue. Il testosterone ha un legame forte con alcune proteine plasmatiche le quali sono responsabili del processo che porta il testosterone stesso a vivere momenti di inattività. A seconda delle esigenze del metabolismo potrebbe capitare che parte di questi legami potrebbero spezzarsi. Se ciò avviene il testosterone ha la libertà di spostarsi nelle altre cellule e di regolare la trascrizione genica. Quando i livelli di testosterone libero raggiungono quantità eccessivamente alte il corpo può renderlo inoperoso procedendo alla sua trasformazione in estradiolo il quale è un ormone soprattutto femminile. Ciò si verifica in seguito ad un’azione di aromatizzazione che va a coinvolgere il tessuto adiposo nonché il sistema nervoso centrale. L’estradiolo può fungere da inibitore del testosterone stesso.

Tutto ciò che abbiamo detto fino ad ora è molto importante e ci porta a trarre alcune conclusioni importanti. In primis, quando ci si sottopone ad esami di laboratorio classici è possibile rilevare solo la quantità di testosterone totale. Non ci sono indicazioni, invece, in merito alla quantità di testosterone libero. Al fine di ottenere questo dato è necessario che il paziente si sottoponga a esami particolari, maggiormente specifici e anche più impegnativi dal punto di vista economico. Bisognerebbe fare molta attenzione a non abusare di testosterone, sia dei suoi precursori che dei suoi derivati. Il rischio, infatti, è che si formino livelli di testosterone alti che, come abbiamo visto, causano la trasformazione in estradiolo. Quest’ormone rappresentativo soprattutto del sesso femminile potrebbe comportare l’aumento del deposito di grasse in alcune particolari zone del nostro corpo.

Il testosterone accompagna da sempre la vita dell’uomo. Esso svolge funzioni molto importanti che ora cercheremo di approfondire. Già a livello prenatale, infatti, il testosterone favorisce lo sviluppo dei genitali esterni. È, inoltre, responsabile del processo che porta all’acquisizione dei caratteri sessuali secondari, come la comparsa della barba, dei baffi, dei peli, la recessione temporale, l’abbassamento del tono della voce. Influisce, inoltre, in età puberale, alla formazione di un’indole leggermente più aggressiva e permette lo sviluppo di un desiderio sessuali molto più accentuato. Tutto ciò tende a sfociare nell’aumento della massa muscolare. Se, invece, vogliamo prendere in considerazione ciò che succede in età adulta, allora dobbiamo dire che il testosterone comporta la crescita dei peli ed è spesso responsabile dell’arrivo della calvizie, tanto odiata dagli uomini. Il testosterone stimola la spermatogenesi e aiuta le persone a mantenere costante il loro modo di comportarsi e il loro desiderio sessuale.

Il testosterone svolge una funzione importante anche dal punto di vista sportivo ma non solo. Abbiamo fino ad ora visto che il testosterone agisce soprattutto sugli uomini mentre la produzione di testosterone in ambito femminine è piuttosto bassa. Sta di fatto che anche per le donne il testosterone è importante perché consente al sesso femminile lo sviluppo delle ossa e dei muscoli e permette di regolare il desiderio sessuale. Il testosterone svolge diverse azioni androgene le quali sono responsabili, durante la pubertà maschile, dell’aumento della peluria, della comparsa dell’acne, del desiderio sessuale. Si tratta, però, di elementi che sotto l’aspetto sportivo non sono in grado di migliorare le prestazioni degli uomini. Ecco perché si tende spesso a modificare la molecola di testosterone in modo da rimuovere l’azione androgena e da dare maggiore importanza all’azione anabolizzante. E’ per questo motivo che si sono sviluppati farmaci come lo stanozololo che hanno l’obiettivo di dare maggiore lustro all’azione anabolizzante a discapito di quella androgena. Questi farmaci permettono agli atleti di favorire la crescita della massa e della forza muscolare, nonché della densità delle ossee. Essi, inoltre, aiutano gli atleti a gestire e a recuperare in un tempo minore le energie spese durante l’attività fisica.

Al fine di aumentare i livelli di testosterone diversi atleti ricorrono all’utilizzo di steroidi anabolizzanti. In alternativa, essi fanno lavorare diverse parti del corpo attraverso degli esercizi che avvengono ad un’alta intensità. L’università del Connectiut alcuni anni fa ha effettuato degli studi proprio sull’influenza che le esercitazioni fisiche avrebbero potuto avere sul testosterone. Fu scoperto che se gli esercizi vengono effettuati mettendo in azione tutto il corpo i livelli di testosterone crescono in maniera importante, contrariamente a ciò che avviene quando vengono sollecitate solo alcune parti del corpo. Infatti, i livelli alti di testosterone che si attivano quando viene allenato tutto il corpo sono i responsabili dell’aumento dell’attività dei recettori androginici nel corso del periodo di recupero. Questo fattore sarebbe responsabile dell’aumento del tasso di sintesi proteica e, quindi, della massa muscolare. Sempre secondo questo studio, un allenamento effettuato ad alti ritmi aiuta a favorire la crescita della tensione muscolare, del livello di testosterone e dell’attività dei recettori agli androgeni. Questo studio ha ottenuto riscontri importanti dal punto di vista scientifico e si rivela di un certo prestigio anche per gli utenti che vogliono sviluppare la massa muscolare e che, dunque, si aspettano grandi risultati dagli allenamenti e dagli sforzi fisici cui si sottopongono.

Quando si fa utilizzo di alcune sostanze e, nello stesso tempo, ci si sottopone ad attività agonistiche importanti bisogna fare attenzione a non incappare in squalifiche causate dalla presenza di doping. In particolare, occhio all’epitestosterone. Si tratta di una molecole caratterizzata dalla presenza di alcuni atomi che sono legati nello stesso ordine ma che nello spazio si dispongono in modo diverso rispetto agli atomi del testosterone. C’è, dunque, una forte somiglianza tra testosterone e epitestosterone anche se quest’ultimo non produce effetti dal punto di vista fisiologico. Di solito, i livelli di epitestosterone tendono ad essere abbastanza alti per i maschi che vivono l’età giovanile mentre quando si diventa adulti tali livello si stabilizzano. Grazie all’epitestosterone è possibile comprendere se uno sportivo abbia utilizzato in maniera eccessiva steroidi anabolizzanti a base di testosterone. La legge italiana sul doping dice che se il rapporto tra il testosterone e l’epitestosterone è 4/1 allora è probabile che vengano chiesti ulteriori controlli per cercare di scoprire se ci sono condizioni fisiologiche o patologiche che hanno causato questo rapporto molto alto o se il motivo è da ricercare nell’assunzione di sostante non consentite dalla legge stessa. Se il rapporto testosterone/epitestosterone è superiore a 6/1 allora l’atleta si è comportato scorrettamente, a meno che non dimostri che tali risultati dipendano da particolari malattie o condizioni patologiche.